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Alla fine l’intervistata sono io!! Sono stata contattata da Peter de Kuster che mi ha voluto inserire nel suo bel progetto che porta avanti sul sito The Heroine’s Journey a cui ho aderito con entusiasmo! Ecco qui un estratto dell’intervista che mi ha fatto Peter e se volete guardate le storie delle altre “eroine”

Qual è la cosa che ami di più del tuo lavoro? «Amo la libertà che mi dà. Potere lavorare anche da casa, di giorno o di notte a seconda delle necessità e dell’ispirazione».

Qual è la tua idea di perfetta felicità? «In realtà non sono convinta che esista la felicità vera e propria, ma solo delle sfumature, degli istanti. La perfezione sta nel riuscire a coglierli e viverli appieno».

Qual è la tua più grande paura? «La noia. Non sopporto di perdere il mio tempo dietro a cose, attività e persone noiose. La mia paura è proprio quella di non riuscire a tenerle lontane dalla mia vita. Perché in realtà sono molto disponibile».

Qual è il tratto che deplori di più in te stesso? «L’impazienza e le sue conseguenze. E la lunaticità che a volte rende poco obiettivi».

Quali sono i colleghi che ammiri di più? «Non faccio nomi, ma tutti quelli hanno la coscienza a posto…»

Qual è la mia più grande stravaganza? «I pensieri, corrono veloci e vanno dove vogliono, mi portano in posti mai visitati, mi fanno incontrare persone inaspettate e fare cose inaudite. E il bello è che poi li cerco di trasformare in realtà».

In quale occasione dovresti mentire? «Non bisognerebbe mentire mai, ma alle volte è inevitabile. Soprattutto quando gli altri non sanno accettare la verità».

Il tuo periodo lavorativo più felice? «Quando lavoravo in televisione ho vissuto la stagione più spensierata. Alla fine era un grande gioco, non riuscivo a considerarlo davvero un lavoro».

Se potessi, cosa cambieresti di te? «Ne cambierei tantissime di cose, ma poi non sarei più io! E allora come si fa? Solo nell’imperfezione si riesce ad essere unici».

Qual è il tuo più grande successo nel lavoro? «Il prossimo».

Dove ti piacerebbe più vivere? «A Genova, la mia città. Ho girato il mondo. Ho amato Gerusalemme e Londra, New York e Praga, Delhi e Istanbul, ma alla fine sceglierei sempre Genova».

Qual è la tua caratteristica più marcata? «Sono una perfezionista. Quando provo a fare qualcosa cerco sempre la perfezione, che poi alla fine è soggettiva, ma se mi sembra che ci siano delle cose da migliorare sono capace a non dormire la notte per pensare ad una soluzione. E ho un forte senso pratico e organizzativo».

Qual è la posizione più stimolante nella tua città? «Davanti al mare. Genova è il mare. Chi non vive in una città di mare non può capire le emozioni che riesce a risvegliare in ogni momento dell’anno. E se devo dire lo preferisco d’inverno».

Quali libri hanno influenzato la tua vita e come? «Tutti quelli che ho letto. Sia quelli che ho apprezzato sia quelli che ho finito per forza, perché mi hanno insegnato e spronato a scrivere. Ma “I pilastri della terra” di Ken Follett (che mi ero sempre rifiutata di leggere) mi hanno insegnato che prima di giudicare bisogna conoscere. Pochi sanno costruire una trama perfetta come sa fare lui».

Chi sono i tuoi scrittori preferiti? «Sono stata una lettrice incallita. Adesso il tempo scarseggia e leggo molto meno. Diciamo che si deve partire dai grandi classici da Omero a Dante a Dostoevskij. Come in tutte le cose prima è meglio fondare le basi».

Si muore solo una volta. Che musica vorresti ascoltare il tuo ultimo giorno? «Il suono della voce dei miei cari».

Chi è il tuo eroe o eroina nella finzione? «Come non amare Miss Rossella O’Hara. Bella, civettuola, ma alla fine determinata e volitiva disposta a tutto pur di salvare la “sua terra”?

E nella vita reale? «Tutte le persone che non permettono alla vita di piegarle, ma continuano con coraggio e perseveranza la propria strada. Gli onesti, quelli che non scendono a compromessi, quelli che hanno personalità».

Quale film consiglieresti di vedere una volta nella vita? «“John Q” con Denzel Washington per comprendere il vero amore. “Pretty Woman” per la favola e “Grease” per sentirsi sempre giovani».

Quale ruolo gioca l’arte nella tua vita e nel tuo lavoro? «E’ la protagonista di tutto.L’educazione all’armonia, al bello è l’ingrediente base per la ricetta della vita».

Quali persone nella tua professione ti piacerebbe incontrare di nuovo? «Ho una partita a carte da finire con Maurizio Costanzo».

A quale progetto non vedi l’ora di lavorare? «All’editing del mio nuovo libro. Spero di trovare l’editore giusto e di mandarlo in stampa al più presto».

Che cosa significano per te le parole “Passion Never Retires”? «Che non si deve lottare contro le passioni, ma seguirle; tanto non abbiamo scampo se proviamo a nasconderci ci vengono a cercare. E prima o poi ci trovano».

 

 

 

 

 

 

A presto!
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