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Il tempo ritrovato

Ho letto “Dieci piccoli infami” di Selvaggia Lucarelli … Ecco ci tenevo a dirvelo … Adesso cerco un nesso con la mia vita da mamma e che giustifichi il fatto che io lo affermi in questa rubrica. Ah sì! Ce l’ho … È il primo libro che riesco a leggere in tempi accettabili e non biblici da quando è nato Achille. In questi tre anni a leggere un libro ci mettevo circa tre mesi tra interruzioni varie, narcolessia da stanchezza, vuoti di memoria da affanno. Ricordo che a fine gravidanza avevo cominciato “Cent’anni di solitudine” e ne ero entusiasta, poi l’ho ricominciato dopo il parto e mi sono persa … Certo è una saga famigliare che ripercorre la storia di sette generazioni, quindi ci sta, ed è anche vero che Ursula Iguarán, la capostipite, ha vissuto ben 120 anni,  però in certi momenti ero spaesata come quando mi raccontano la saga dei Rodriguez – quelli di Belen per intenderci – con amori annessi e (s)connessi. Per non parlare del Circolo Pickwick … ma d’altra parte Dickens lo aveva scritto a capitoli quindi perché io non potevo leggerlo ad intervalli? Invece la Lucarelli in un baleno l’ho finita.  C’è da dire che usa un bel garamond 14 con ampi spazi tra un paragrafo e l’altro per cui le sue DUECENTO pagine sono circa dieci di Marquez, però scorre via veloce. No, no vi preoccupate non vi farò una recensione, solo volevo sottolineare l’evento. Questo libro per me significa che ad un certo punto nella vita di una mamma si torna ad avere un po’ di tempo a disposizione… quindi perché sprecarlo? Mi rileggo tutto Dostoevskij.

 

A presto!
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