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Ti accorgi di essere mamma…

Ti accorgi di essere mamma …

Quando quindici minuti sotto la doccia con la porta del bagno chiusa ti sembrano un week end in una SPA di extralusso.

Quando fuori c’è il sole e i tuoi programmi per la giornata sono quelli della lavatrice dai colorati, ai super delicati con o senza centrifuga.

Quando più rapidamente di un navigatore riesci a calcolare il percorso più breve e senza ostacoli per il passeggino e per la prima volta capisci l’inferno che vivono ogni giorno i disabili in carrozzina.

Quando  non riesci più a guardare i film con ingiustizie verso i bambini o allontanamenti dai genitori … perché piangi come una fontana (personalmente ho dovuto rinunciare a John Q).

Quando conosci tutta la programmazione di Cartoonito e Rai Yo Yo e tutte le sigle dei cartoni animati anche senza leggere il testo. Sì, perché rispetto ai miei tempi c’è stata un’evoluzione e le sigle sono tipo karaoke … Che poi mi chiedo a che pro visto che un bambino che guarda Peppa Pig ha in media dai tre ai cinque anni e non sa leggere? A proposito prossimamente bisognerà affrontare anche il tema di questa maialina con la faccia da phon.

Quando tornando a casa saluti tua mamma dicendo “Ciao Nonna” e ti sembra naturale.

Quando sei talmente stanca che vorresti già dormire dal giorno prima, ma non puoi distogliere lo sguardo da tuo figlio che fa la nanna sereno.

Quando ritorni a segnarti sul calendario i giorni di vacanza dalla scuola e ti accorgi che non gioisci più come quando eri al liceo, ma anzi sai che saranno i periodi più faticosi dell’anno.

Quando entri nel supermercato e compri tutte le schifezze che ti capitano sottotiro dagli ovetti Kinder, alle patatine, ai gelati Häagen Dazs senza sentirti in colpa, perché hai l’alibi che non sono per te.

Quando riempi il frigorifero di latte che torna ad essere un alimento must have della tua vita, mentre prima ti ricordavi di comprarlo solo se dovevi preparare qualche torta o se avevi ospiti a cena.

Quando capisci l’espressione “andare dietro ai suoi versi” perché tuo figlio si ostina a non parlare (per pigrizia? Diplomazia? Furbizia? Omertà? Bah! Un giorno spero che me lo spiegherà lui) e devi interpretare i suoi suoni onomatopeici.

Allora, solo allora ti rendi conto di che cosa sia davvero l’amore.

A presto!
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