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Prima o poi sul comodino le medicine dovevano finirci! Ovviamente a fine giugno, ovviamente la bronchite… come si suol dire il tipico male di stagione?!? Roba da matti. Però quando si è malati si ha più tempo per pensare e per stare sui social. Già! Un tempo si guardava la televisione, adesso si sbircia ossessivamente il cellulare spaziando dal meteo, all’oroscopo, dai giochi di intrattenimento a internet soffermandosi a lungo su Facebook, Instagram, Twitter… forse per avere l’impressione di non essere soli o forse per il semplice gusto di “farci gli affari degli altri”. La potenza dei social si riduce a questo… Certo, certo avete ragione sono utili se usati bene. Si possono ottenere notizie di cronaca, di politica, di esteri, scoprire i nuovi trend, seguire le news sportive… Però il motore di questi nuovi mezzi è l’indole umana. Alla fine ci dividiamo in due macro categorie: gli esibizionisti e i voyeur, l’uno è indispensabile all’altro come l’acqua ha bisogno di idrogeno e ossigeno. Senza l’uno non avrebbe ragione di esistere l’altro. Se tu non ti mostri io come ti spio? E se tu non mi ammiri perché dovrei esibirmi? Naturalmente ci sono mille altre sfumature e categorie, in genere però questi due aspetti vengono miscelati in tutte le altre opzioni. Poi alla fine siamo tutti un po’ entrambe le cose: ci piace vedere gli altri, ma anche farci vedere. È un processo che aumenta il pernicioso difetto dell’invidia, che crea falsi miti, che induce i depressi a ostentare a tutti i costi un’immagine felice e realizzata. Anzi secondo alcuni studi sono proprio le persone davvero in pace con se stesse a postare meno sui social, mentre quelli ossessionato dai “mi piace” e dai follower sono proprio i più problematici. È l’eterno dilemma di Moretti in Ecce Bombo a fare da leit motiv: “No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no…ah no: se si balla non vengo. No, no…allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “Andate, andate, vi raggiungo dopo…” Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci”. Insomma sui social si balla quindi che fare?

A presto!
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