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Nostalgico Teo

L’intervista la comincia lui chiedendomi :«Lei quanto tempo ha, perché io sono un chiacchierone, credono tutti che sia scorbutico invece mi piace parlare, quando è stanca mi fermi pure».  Lui è l’irriverente Teo Teocoli a teatro in questo periodo con lo spettacolo “Tuttoteo”  un viaggio nel cabaret di qualità all’interno del quale Teocoli ripercorre senza sosta i più formidabili monologhi ed aneddoti della sua vita, rievoca le gag più divertenti e porta sul palco le sue più geniali imitazioni: da Adriano Celentano a Felice Caccamo fino ad arrivare a Maurizio Costanzo, Cesare Maldini, Ray Charles e tanti altri. Uno spettacolo da non perdere: risate garantite al 100%!

 Il suo è uno spettacolo a tutto tondo?

Assolutamente, con una vasta gamma di personaggi, di canzoni, di ricordi e aneddoti.

C’è qualche sorpresa?

Come sempre improvviserò, anche perché l’improvvisazione per me è un’esigenza visto che ho una memoria molto poco allenata. A parte i personaggi e le canzoni darò molto spazio a dei miei aneddoti. Per esempio parlerò della mia amicizia con Battisti, quando gli facevo da chaperon, visto che era appena arrivato a Milano ed era un po’ un pesce fuor d’acqua. Sono stato io il primo che lo ha portato da Mogol … poi lui non c’era, però diciamo che gli ho insegnato la strada e l’ho introdotto. Oppure del mio rapporto con Salvador Dalì e con la moglie Gala di cui fui ospite per più di un mese.

Lei è bravo in tutto: a cantare, ballare, recitare, fare imitazioni. Se dovesse limitarsi a fare una cosa sola?

Forse cantare, però non posso staccare una cosa dall’altra, perché fare ridere mi piace molto, però quando canti una bella canzone ti senti proprio bene. Anche la danza è una grande passione dal tempo in cui feci il musical “Hair”.

Un cast di futuri talenti visto che c’erano anche Renato Zero e Loredana Bertè allora giovanissimi?

Erano altre produzioni, con tante prove, cast importanti. La Bertè era cicciottella, bionda, con la coda di cavallo. Bella e talentuosa forse meritava di più.

Alle volte anche il carattere incide nelle carriere?

Dice a me? In effetti  non ho quello che si definisce un buon carattere e sono totalmente privo di diplomazia, spesso ho preso e me ne sono andato sul più bello, lo farei ancora, ma se me ne vado io chi rimane?

Però adesso sono anni che lavora con la stessa orchestra?

Forse il teatro è la mia dimensione ideale, che mi permette di esprimermi meglio e dove non nascono tensioni. Lavoro con la Doctor Beat Band ormai da tredici anni e continuiamo a divertirci e a stare bene insieme.

Quando ha scoperto il talento per le imitazioni?

Relativamente tardi, da ragazzo, in compagnia, imitavo tutti, ero un po’ il buffone del gruppo, ma anche il play boy: ero innamorato della vita e di tutte le donne. Poi ho cominciato con il cabaret, ma solo in un secondo tempo ho scoperto che le imitazioni erano uno dei miei punti forti.

Quali sono i suoi segreti?

Guardo molto le persone, sono il re del dettaglio, osservo i particolari infinitesimali e li studio e il più è fatto.

Che rapporto ha con i suoi colleghi?

Ormai siamo tutti un po’agée per cui ci vediamo poco. Io faccio una vita abbastanza ritirata, non ho più quell’esigenza di uscire. Mi piace stare a casa solo o con la mia famiglia e guardare la tv. Ultimamente mi sto appassionando ai documentari, almeno approfondisco la mia cultura.

Con Berlusconi ha ancora contatti?

Politicamente lo seguo come chiunque altro e so quello che dicono i giornali e la tv, non mi sono mai schierato. Non posso dimenticare però che lui mi ha dato la possibilità di mantenere la famiglia, di diventare famoso, quindi gli devo molto. Lui mi ha cercato e voluto ed è sempre stato molto presente, molto energico e attivo. Poi è indiscutibilmente un uomo molto simpatico. Ricordo una sera ad Arcore, un numero indefinito di anni fa, che come due ragazzini facevamo a gara sul numero di donne conquistate.

Ultimamente ha espresso del risentimento per via della “tv che non la vuole più”?

Non  è esatto, mi chiamano per fare il giudice, mentre se dovessi tornare vorrei fare del varietà, ma non mi sembra che nella tv di oggi ci sia spazio per quelli come me. Mentre sono furibondo con Fazio perché quando ha fatto il Festival di Sanremo, non mi ha chiamato almeno in nome dell’amicizia me lo sarei aspettato.

A presto!
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