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Dopo Amici non sono più la stessa…

Non è detto che i talent rovinino, anzi. Grazie ad Amici abbiamo detto addio alla Elisa che conoscevamo, timida ed impacciata sul palco, che cantava ad occhi chiusi e abbiamo scoperto una giovane donna simpatica, ironica e semplice. Solo il talento è rimasto lo stesso. Ma anche la sua musica è un po’ cambiata ed Elisa ci ha portato nel suo nuovo mondo che ha messo in luce un lato inedito del suo carattere che si è manifestato con la maternità grazie ai due figli che ha avuto dal compagno Andrea Rigonat.

Come è cambiata la sua vita e soprattutto la sua carriera con la maternità? «L’arrivo di Emma è stato un vero e proprio tsunami. All’improvviso ti accorgi che il tuo mondo ruota attorno ad un nucleo allargato. Adesso con Sebastian – nato a maggio del 2013, ndr – riesco a gestire meglio la vita privata a la carriera. Li porto con me ovunque:  in tour, all’estero perché credo sia giusto che stiano con i loro genitori.»

Infatti, lei e il suo compagno Andrea Rigonat lavorate insieme? «Sì, quindi tenerli con noi diventa giocoforza. Credo, però, che sia giusto dare loro una fetta di vita artistica e nomade, perché i loro genitori sono così. Preferisco che un domani si lamentino per i troppi spostamenti piuttosto che mi rinfaccino di non essere stata abbastanza con loro.»

D’altra parte non credo che lei potrebbe rinunciare alla sua arte? «Infatti non potrei vivere senza la musica, per cui affronto i pro e i contro di questo mestiere. Certo non sempre è facile, c’è un grande stress fisico e in certi momenti il tran tran è faticoso, ma noi siamo felici così e i bambini sembrano rispondere bene.»

Che rapporto ha con il Festival di Sanremo? «Di grande affetto e lo guardo ogni anno anche perché in gara c’è sempre qualche mio amico in gara».

Che ricordi ha del Festival del 2001 che la vide vincitrice? «Sono molto legata al Festival. E’ vero, inizialmente non volevo andarci. Per anni mi hanno proposto di partecipare, ma non volevo presentarmi con la classica canzone da festival. Quando, poi, ho scritto “Luce (Tramonti a Nord Est)” che conteneva un messaggio a cui tenevo particolarmente ho capito che quella di Sanremo era la ribalta giusta.»

Fu la prima canzone in italiano e solo molti anni dopo è arrivato un disco tutto in italiano? «Era un album che volevo fare, perché c’erano molte cose che ci tenevo a dire.»

C’è spesso un velo di tristezza nelle sue canzoni. «Io ce l’ho sempre quel velo perché fa parte del Dna della mia musica, non saprei farne a meno.»

Lei ha dedicato un brano agli adolescenti in cui parla delle loro paure, dei sogni. Lei che ha raggiunto tutto sogna ancora? «Assolutamente sì. I sogni sono il motore per andare avanti, come l’ambizione, piccoli o grandi che siano, basta che siano sinceri. Io per esempio sogno ancora di suonare all’estero, in America per un pubblico diverso o negli stadi.»

Che ricordi ha della canzone di Tiziano Ferro? «Io e Tiziano siamo molto amici e per anni avevamo parlato di fare qualcosa insieme, ma non capitava mai l’occasione. Poi ho scritto un brano soul con qualcosa di black e ho capito che era una musica sulle sue corde e così lui ha scritto “E scopro cos’è la felicita” dedicata a me ed Emma.»

Anche Ligabue ha scritto un brano per la figlia, ma ha voluto che lo cantasse lei! «Tra me e Luciano c’è un rapporto speciale, anche se non siamo amicissimi. Lui non lo sa, ma io l’ho sempre considerato una figura di riferimento da seguire anche a livello umano. Un giorno mi ha chiamata per farmi ascoltare una canzone che aveva dedicato a Linda (sua figlia, ndr.) e che parlava del rapporto tra madre e figlia. Alla fine mi ha detto “Vorrei che la cantassi tu” e per me è stato un regalo bellissimo.»

 

 

 

 

 

A presto!
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