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AAA Cercasi conduttore

Scopro solo adesso che non si trova un conduttore per la notte degli Oscar. Il motivo? La paura! Nessuna star hollywoodiana ha il coraggio di salire su quel palco per il timore di dire qualcosa che possa essere frainteso rischiando la gogna mediatica. Insomma, una sorta di caso Baglioni a Sanremo per dirla in salsa nostrana!!! E devo ammettere che è un argomento che ultimamente mi ha sfiorata  non poco. Non a caso non ho più scritto, neanche qui sul mio blog. Come dire… mi avevano fatto un po’ passare la voglia! Perché è innegabile che la libertà di espressione sia un sacrosanto diritto, ma noi ne stiamo davvero abusando. E giuro, ogni tanto, mi fermo o resto con le dita sospese sopra la tastiera e mi domando: “Che faccio? Lo scrivo? Non lo scrivo” oppure “Lo dico o taccio?”. Ma non perché io abbia paura delle mie idee o dei miei pareri, è che temo le conseguenze. Attenzione, però, non si tratta di paura, ma il problema è che non ho voglia di seguire il polverone che si potrebbe sollevare. Tanta fatica per cosa? Che valore, che senso, che peso hanno tutte queste parole, tutte queste posizioni, tutti questi sproloqui? Ma stancano solo me o c’è qualcuno che la pensa nella stessa maniera? Vedo gente che adora provocare dibattiti, suscitare scalpore, innescare reazioni a catena. Io ‘gna fo! Tutta questa aggressività, tutta questa incomprensibile abilità nel fraintendere anche le frasi più semplici e cristalline del mondo mi ha stufata. Massima ammirazione per chi ha ancora voglia, per chi quasi si diverte e provoca più per osservare l’effetto ottenuto che per reale interesse.

Perché ogni tanto ci si potrebbe anche interrogare su un fatto: “Ma la mia opinione interessa? È proprio necessaria?”. Anche adesso mentre sto scrivendo questo post mi trovo in difficoltà, non riesco a scrivere di getto, come mi capita sovente, mi viene istintivo soppesare le parole… Ecco se la libertà di espressione ci ha tolto qualcosa è proprio il potersi esprimere liberamente. O meglio lo ha tolto a me, non so agli altri. Mi sembra che tanta gente non se ne preoccupi, perché poi alla fine è altrettanto vero che nell’era di internet e dei social il tempo ha cambiato dimensione: tutto si amplifica e si esaurisce in un batter di ciglia, ma lascia echi flebili e poco incisivi. E così spesso preferisco stare stesa sui miei pensieri infilati nel tempo… Però, alle volte, uno deve avere il coraggio di correre il rischio, di esporsi alla platea, di perorare la propria causa. No no, non mi offro come conduttrice alla notte degli Oscar anche perché avrei bisogno di Olga Ferrando al mio fianco e magari lei per il 24 febbraio ha già impegni… No, pensavo più semplicemente che almeno sul mio blog tornerò a scrivere, che di cose da dire e ho ancora tante… Proviamo a ritrovare un senso.
A presto!
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